È stato presentato all’interno della prestigiosa cornice della Camera dei Deputati, a Roma l’Undicesimo Rapporto del Sistema previdenziale Italiano, che rappresenta un unicum nel panorama italiano. Oggi curato dal Comitato Tecnico Scientifico e dagli esperti del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, molti dei quali già componenti o collaboratori del NUVASP, costituisce infatti l’unico documento disponibile nel nostro Paese in grado di racchiudere una visione d’insieme del nostro complesso sistema previdenziale (inteso nell’accezione più ampia del termine) ed una riclassificazione all’interno del più ampio bilancio dello Stato della spesa sostenuta per il welfare.
Redatto sulla base dei bilanci consuntivi degli Enti di Previdenza analizzati, lo studio illustra gli andamenti della spesa pensionistica, delle entrate contributive e dei saldi delle differenti gestioni pubbliche e privatizzate che compongono il sistema pensionistico obbligatorio del Paese (inclusi gli andamenti delle Gestioni per gli interventi assistenziali GIAS e della Gestione Prestazioni Temporanee GPT per le prestazioni di sostegno al reddito), mettendo in particolar modo in evidenza le principali variabili – numero degli iscritti attivi, numero dei pensionati, contribuzione media, pensione media e relativi rapporti economici e demografici – che fotografano la situazione di INPS e Casse di Previdenza dei liberi professionisti al 2022, ultimo anno di rilevazione per il quale sono disponibili dati completi.
Con il preciso intento di fornire indicatori utili non solo a valutare i bilanci correnti ma anche a definire la sostenibilità di medio e lungo termine del sistema, e delle sue modalità di finanziamento, il Rapporto offre poi una dettagliata valutazione sulla progressione nel tempo del rapporto tra spesa totale per il sistema di protezione sociale e PIL, indispensabile a valutarne la tenuta in un Paese caratterizzato – tra le altre cose – da scarsa produttività e da un elevato debito pubblico. Completano il quadro un’analisi dettagliata su tipologia e importo delle prestazioni erogate, età di pensionamento e meccanismi di anticipo: ulteriori elementi essenziali per una valutazione dell’adeguatezza nostro sistema previdenziale, anche alla luce del progressivo invecchiamento cui la popolazione italiana sta andando incontro.
Il Rapporto fino al 2012, seppur in una versione più ridotta in quanto trattava solo delle gestioni pensionistiche, era redatto dal Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale (Nuvasp), istituito dalla legge n. 335/1995 (Riforma Dini) e veniva trasmesso annualmente al Ministro del Lavoro e da questo alle Camere e che per un insieme di motivi è cessato nel maggio del 2021. Si è creato così un vuoto non coperto, se non in modo parziale, da altre pubblicazioni; vuoto colmato con il contributo volontario di soggetti privati grazie ai quali è stata ricostruita, con un lungo e complesso lavoro di “data entry”, la banca dati del sistema pensionistico italiano ampliata, rispetto a quella del Nuvasp, anche alle gestioni assistenziali, alle “prestazioni temporanee” e all’assistenza sanitaria. Dal 2014 l’elaborazione dei dati e la redazione del Rapporto è curata dal Comitato Tecnico Scientifico e dagli esperti del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali (molti dei quali già componenti o collaboratori del Nuvasp) e il Rapporto stesso viene messo a disposizione gratuitamente del Governo, delle Istituzioni italiane e internazionali e di tutti i soggetti interessati ai temi della previdenza sociale sia nella versione italiana sia in inglese. L’undicesimo Rapporto, redatto sulla base della rigorosa rilevazione dei dati dei bilanci consuntivi degli Enti di Previdenza, illustra gli andamenti della spesa pensionistica, delle entrate contributive e dei saldi delle numerose gestioni pubbliche e privatizzate che compongono il sistema pensionistico obbligatorio del nostro Paese. Il periodo di analisi delle principali variabili previdenziali inizia dal 1989, poiché solo da tale anno è stato possibile effettuare confronti su serie storiche omogenee.
L’analisi retrospettiva copre il periodo fino al 2022, ultimo anno per il quale sono disponibili i dati completi dei bilanci degli Enti che compongono il sistema Italia. Nel Rapporto sono descritti e valutati, mediante appropriati indicatori, gli andamenti di tutti i fondi della previdenza obbligatoria, sia quelli riguardanti le gestioni pubbliche che sono confluite nell’INPS, ente unico di gestione della previdenza pubblica, sia i fondi facenti capo alle gestioni private relativi alle Casse Professionali in base ai D. Lgs. n. 509 del 1994 e n.103 del 1996.
Ai fini della valutazione degli andamenti delle diverse gestioni sono prese in considerazione le principali variabili – numero di iscritti attivi, pensionati, contribuzione media, pensione media e i relativi rapporti economici e demografici – che concorrono a determinare i saldi, sia nei bilanci correnti sia nel medio lungo termine. L’analisi generale delle dinamiche della spesa complessiva, delle entrate contributive e dei saldi contabili del sistema pensionistico obbligatorio nell’arco temporale di 32 anni (unica nel suo genere) consente di evidenziare le tendenze di breve e medio lungo termine anche con riferimento alla sostenibilità finanziaria, all’andamento del rapporto spesa totale/ PIL e all’adeguatezza delle prestazioni. Nel Rapporto sono analizzati gli andamenti della Gestione per gli interventi assistenziali (GIAS), quelli della Gestione Prestazioni Temporanee (GPT) per le prestazioni di sostegno al reddito, finanziate dalla produzione e dalla fiscalità generale, quelli relativi al bilancio Inail e alla spesa sanitaria. Tutto ciò consente di effettuare in modo sempre più preciso la separazione tra assistenza e previdenza al fine di consentire interventi più mirati sulle singole componenti di spesa e una migliore comprensione dei fenomeni anche in sede UE. Un’analisi particolare è rivolta alle forme di sostegno attivo e passivo dei lavoratori con riguardo ai fondi di solidarietà, interprofessionali e bilaterali. Questa undicesima edizione del Rapporto coincide con la settima edizione del Rapporto “La Regionalizzazione del Bilancio Previdenziale italiano” realizzato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali applicando la tecnica dei “flussi di cassa”. Per questo motivo il presente Rapporto è realizzato in versione ridotta e non riporta l’analisi e la quantificazione delle forme di welfare complementare e integrativo di natura privatistica sempre più indispensabili per garantire la sostenibilità di sistema in una società che invecchia di cui non c’è stata una significativa evoluzione nel 2025. Non riporta neppure l’analisi degli andamenti delle principali variabili previdenziali dal 1989 al 2022 che, seppure in forma diversa, sono riportate nel citato studio sulla Regionalizzazione. Sulla pagina web dedicata al Rapporto e in appendice statistica, sono riportate le serie storiche delle tabelle dal 1989 al 2022, oltre al calcolo dei “tassi di sostituzione” offerti dal sistema pensionistico nazionale con proiezioni per differenti carriere e scenari economici6, un approfondimento sul sistema delle Casse Privatizzate e una rassegna delle principali modifiche e novità legislative aggiornate al 2022.
Alexia Perazzi