Da Mattarella a Berlusconi, da Lupi a Meloni.
Per Sabrina Trombetti la Camera dei deputati non ha segreti.
Oggi Rappresentante di Interessi con l’ Associazione S.Anna per lo sport, che ha da poco festeggiato dieci anni d’attività in ambito nazionale ed internazionale.
Dottoressa Trombetti, dal 2014 è Vicepresidente e Responsabile dei rapporti istituzionali dell’Associazione S.Anna: un bilancio è obbligatorio…
All’epoca fu una grande scommessa.
L’ho costituita insieme al Presidente Aldo Rossi Merighi per gestire nel modo migliore le nostre importantissime iniziative internazionali legate allo sport e al sociale:
Semilleros Italia, Stop War Play Football, Malta Football Association-Italia.
Ancora oggi, dopo tanto tempo, siamo rimasti in contatto con tutte le prestigiose istituzioni che ci supportarono:
la Santa Sede e il Sovrano Militare Ordine di Malta su tutti.
E poi voglio ricordare le importantissime realtà istituzionali ed accademiche in Centro e Sudamerica(in particolare Perù, Messico e Canada) a cui sono molto legata e che, nel 2026, in occasione dei Mondiali di calcio, saranno nostri prestigiosissimi partner in due straordinari progetti di cui devo mantenere, ancora per qualche mese, un doveroso riserbo.
Sport e sociale in Parlamento:
L’Associazione S.Anna, da 7 anni è anche Rappresentante di Interessi. Com’è la vita da lobbista? Possiamo dire che la sala Lobby della Camera dei Deputati è diventata quasi una seconda casa.
Siamo lì almeno tre giorni a settimana dove lavoriamo con grande impegno per tessere relazioni con deputati, imprenditori e nostri colleghi di tutta Italia con l’obiettivo di veder concretizzare alcune nostre proposte di legge.
Abbiamo fatto amicizia con moltissimi colleghi che andiamo volentieri a salutare durante i nostri impegni con la mostra Un Secolo d’Azzurro e con cui siamo sempre in contatto grazie ad un’attivissima chat di cui siamo stati tra i promotori durante il Covid.
Per rimanere in tema, in questi anni, vi siete interfacciati con 4 governi e affrontato la spaventosa e inimmaginabile l’emergenza Covid: proprio in questi giorni ricorrono i cinque anni dall’inizio dell’epidemia mondiale
In generale posso affermare che sono stati anni di grandissime rivoluzioni, direi epocali: dalla pandemia Covid 19, che rese complicati se non impossibili i rapporti umani, al taglio dei parlamentari voluto dal movimento 5 Stelle.
L’immagine del Parlamento semi deserto e silenzioso resterà impressa nella storia della nostra Repubblica.
Oltre alla rappresentanza di Interessi, lavoro in Parlamento da oltre 25 anni (prima ho seguito la comunicazione istituzionale con Silvio Berlusconi in Forza Italia e poi come portavoce dell’ex ministro Maurizio Lupi) e, potete immaginare quante storie, quanti ricordi, ma questi ultimi anni hanno segnato un profondissimo cambiamento: mi riferisco in particolare all’avvento della tecnologia, dei social.
Ciò che pare più evidente è che la tribuna politica si sta, inesorabilmente, spostando su piattaforme come tik tok e Facebook.
Anche la politica prolifera di influencer e questo è un pericoloso e tangibile segno dei tempi.
Il fiore all’occhiello è la promozione del collezionismo sportivo con la mostra Un Secolo d’Azzurro, sulla storia della Nazionale e del calcio italiano.
Oltre 60 tappe in tutta Italia.
La vostra prima proposta di legge ricalca proprio questo tema: a che punto siamo con l’approvazione alla Camera dei Deputati?
Cominciamo da un dato: un italiano su tre si professa collezionista, questo vuol dire che ci sarebbero quasi venti milioni di ipotetici appassionati di oggetti da collezione.
Non solo, l’Italia è anche il primo paese d’Europa in termini di spesa: nel 2024, ha investito più per il collezionismo che per le vacanze(dati Unindustria).
Nel 2020 abbiamo proposto la nascita del primo museo del collezionismo, di una Fondazione e di un registro ufficiale che possa coordinare e mettere in collegamento tutti i collezionisti in ambito nazionale.
Attualmente la pdl è ferma in Commissione cultura, il nostro augurio è che venga approvata durante questa legislatura.
Almeno così ci è stato promesso.
Il collezionismo quindi non è più solo una passione…..
Assolutamente.
O meglio, la passione è la base necessaria, il punto di partenza insieme alla curiosità, la conoscenza, lo studio e l’aggiornamento quotidiano.
Ad oggi, almeno per quello che mi riguarda il collezionismo sportivo è diventata una vera e propria professione da coltivare in ambito imprenditoriale con figure specializzate di primo livello.
Quale è il sogno nel cassetto per festeggiare al meglio i primi dieci anni d’attività?
Portare la mostra Un Secolo d’Azzurro in tutto il Mondo, in particolare dove sono presenti le più grandi comunità di italiani.
Conosciamo benissimo, infatti, l’amore che nutrono nei confronti dell’ Italia e della Nazionale.
Nel 2026, durante i Mondiali, avremo un’ occasione imperdibile in Canada, Stati Uniti e Messico.
Ci stiamo lavorando da tempo perché sarebbe la prima volta di un’ esposizione, così grande e importante(oltre 300 cimeli originali dal 1870 ad oggi) e soprattutto coinvolgerà anche altri settori trainanti oltre alla cultura e allo sport.
Marcello Grotta