NATO: “SI VIS PACEM, PARA BELLUM”

La NATO (North Atlantic Treaty Organization-Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico, OTAN), è un’organizzazione politica e militare atta alla cooperazione tra gli Stati membri e alla difesa congiunta degli stessi.

I Paesi membri, rappresentati dai Capi di Stato o di Governo, collaborano solertemente tra essi per deprecare o smorzare crisi internazionali, attuando la potenza militare, qualora la diplomazia non sortisse effetto.

Ha sede a Bruxelles, in Belgio.

La struttura governativa ha al suo vertice la figura del Segretario Generale, attualmente ricoperta da Mark Rutte, ex presidente olandese.

L’organo politico e decisionale primario è il Consiglio del Nord Atlantico (NAC), composto dai rappresentanti di tutti gli Stati appartenenti, il quale si riunisce in caso di contesti geopolitici critici o decisioni improcrastinabili. Al pari, vi è il Gruppo di Pianificazione Nucleare, che si occupa della politica atomica dell’alleanza.

Tra gli organi militari, il più rilevante è il Comitato Militare, formato dai Capi di Stato Maggiore della Difesa dei paesi membri.

Le decisioni prese dai suddetti organi costitutivi, vengono validate ed attuate esclusivamente se votate all’unanimità.

L’Alleanza Atlantica venne fondata da dieci paesi europei e due nordamericani: Stati Uniti d’America, Italia, Francia, Regno Unito, Belgio, Canada, Danimarca, Norvegia, Portogallo, Islanda e Lussemburgo.

In itinere, la NATO ha fagocitato altri paesi, andando vieppiù espandendosi. Oggi conta 32 Stati membri.

In merito alla richiesta di adesione, ogni componente ha, de facto, il diritto di veto sull’aderenza di nuovi paesi, imponendo specifiche condizioni.

Per potervi accedere, occorre garantire pedissequamente il rispetto di alcuni criteri, tra i quali: la tolleranza verso le minoranze sociali, uno stabile ed efficiente sistema democratico, ed infine la disponibilità cooperativa delle proprie forze militari e la risoluzione pacifica delle controversie.

La fondazione della NATO è sorta per scongiurare l’espansione dell’Unione Sovietica ed evitare nuovi conflitti in Europa poiché l’URSS attuò un’impetuosa campagna di propaganda del comunismo nei paesi del vecchio continente.

Al termine della seconda guerra mondiale, l’Europa ,ovviamente uscì devastata dal conflitto, e per evitare che l’Unione Sovietica si espandesse oltremodo: Francia, Regno Unito, e i Paesi del Benelux, firmarono il Patto “Antisovietico”.

Gli Stati Uniti, coevamente, iniziarono ad inviare risorse economiche stanziate attraverso l’attuazione del Piano Marshall, per garantire la ricostruzione del vecchio continente, dilaniato dalla guerra.

Seguentemente, nel 1949, aderirono al Patto anche gli USA, che siglarono l’atto costitutivo del Trattato del Nord Atlantico (o Patto Atlantico), composto da un breve preambolo e 14 articoli, il quale venne definitivamente suggellato a Washington il 4 aprile 1949.

Nel simposio costitutivo, si discusse di tre questioni di notevole rilevanza:

La volontà di vivere pacificamente con tutte le popolazioni e con tutti i governi;

La salvaguardia e la libertà dei popoli nell'area atlantica;

La necessità di costruire un meccanismo di difesa collettiva e il conseguente casus foederis, ovvero, il criterio su cui basarsi per avviare un attacco militare, dettato dall’articolo 5 del patto istitutivo: “Le parti convengono che un attacco armato contro uno o più di essi (membri) in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale…”

Per la scelta dei paesi fondatori, vennero applicate diverse coercizioni, come i confini geografici: alcuni paesi come la Grecia e la Turchia furono ritenuti troppo distanti dall’area atlantica. Vi fu poi il problema degli Stati neutrali, proverbialmente la Svizzera e la Svezia.

L’Italia venne inizialmente inclusa solamente per una questione strategica.

Vi furono titubanze giacché il sistema democratico italiano non venne ritenuto rodato dagli Stati Uniti d’America e dal Regno Unito.

Inizialmente, gli USA non furono protagonisti all’interno della NATO, ma con l’epilogo del monopolio nucleare il 29 agosto 1949 (data in cui l’Unione Sovietica mise in atto in primo test atomico), e la vittoria dei comunisti in Cina, l’allora Presidente statunitense, Harry S. Truman, convenne nell’applicare nuove considerazioni sulla Nato e sulla sua imprescindibile esistenza.

Dalla fine del monopolio atomico statunitense nel 1949, e in seguito allo sviluppo nucleare sovietico, fu messo in atto il famigerato “equilibrio del terrore”, definito M.A.D. (Mutual Assure Destruction), atto a dissuadere e deterrere lo scontro nucleare tra le due potenze, che avrebbe causato lo sterminio della popolazione terracquea.

Durante la Guerra Fredda, la NATO approvò quattro “Strategic Concepts”: documenti ufficiali nei quali l’alleanza, sciorinò i propri obiettivi strategici in una prospettiva a medio termine. Il primo venne pubblicato nel 1950, successivamente vennero pubblicati il secondo, nel 1952, il terzo nel 1957 ed il quarto nel 1968.

Nell’aprile 1950, la promulgazione n.68 del National Security Council, noto anche come NSC-68, sanciva la presenza militare nel territorio europeo delle truppe americane e della trasmutazione del Patto Atlantico in NATO.

Il 25 giugno 1950, l’esercito della Corea del Nord invase con il supporto delle milizie sovietiche la Corea del Sud, in opposizione, l’esercito statunitense contrattaccò.

La priorità degli Stati Uniti, però, fu quella di non distogliere l’attenzione sulla cortina di ferro, temendo un analogo attacco da parte dei sovietici.

Gli USA desiderarono ardentemente il riarmo della Germania dell’Ovest, ma Francia, Belgio e Lussemburgo, tutti paesi occupati dalla Germania nazista nel corso del secondo conflitto mondiale, vi si opposero con determinazione.

Il Presidente francese René Pleven, con il bene placet dell’Italia di De Gasperi, del Benelux e della Germania Ovest, propose di avviare un progetto parallelo alla NATO che includesse anche la medesima Germania: la “Comunità Europea di Difesa”. Argomento su cui si disquisisce ancora oggi.

Il quartier generale del CED era situato a Rocquecourt, vicino Parigi.

Nel 1954 il progetto venne defenestrato dal Parlamento francese e, nel 1955, dopo vari negoziati e la desistenza del piano di dotazione nucleare tedesco, la Francia autorizzò il riarmo tedesco e la Germania dell’Ovest entrò nella NATO.

Il 14 maggio dello stesso anno venne costituito il “Patto di Varsavia”, compagine parallela ma opposta alla NATO. Vi aderirono: Unione Sovietica, Albania, Bulgaria, Cecoslovacchia, Germania dell’Est, Polonia, Romania e Ungheria.

Il casus foederis dell’alleanza dell’Est Europa, era contenuto nell’articolo 4 del Patto Istitutivo, che stabiliva il principio della difesa reciproca tra i paesi membri in caso di aggressione armata da uno o più paesi avversi.

Si profilò, quindi, la dicotomizzazione dell’Europa in due grandi fazioni contrapposte.

NATO Secretary General Jens Stoltenberg holds a press conference on the day of a meeting of the Alliance defence ministers, in Brussels, Belgium June 14, 2023. REUTERS/Yves Herman

Nel 1966, il Presidente francese Charles De Gaulle, si oppose fermamente al potere americano esercitato sulla NATO e ritirò prontamente l'adesione dal comando integrato del Patto Atlantico.

Seguentemente, uscì anche la Grecia.

Nel 1974, la Turchia invase il nord dell’Isola di Cipro dopo un pregresso tentativo di golpe avvenuto a luglio. L’intervento turco portò alla creazione della RTCN (Cipro Settentrionale) e alla conseguente sperequazione geografica e politica dell’isola. Di conseguenza, le Nazioni Unite, attraverso l’azione militare della NATO, istituirono una “Linea verde” per separare le due comunità.

Nel 1976, l’Unione Sovietica costruì nuovi missili nucleari direzionati verso l’Europa Occidentale, e nel 1979, la Nato installò nuovi razzi atomici in cinque paesi membri della NATO.

Nel corso della Guerra Fredda, Stati Uniti e l’ URSS patrocinarono vari conflitti senza mai scontrarsi direttamente. Questa tipologia di guerre venne definita: “Proxy Wars” (guerre per procura).

Dal 1985, la Russia fu alle prese con una ingente crisi economica che malversò le finanze del paese, oltremodo decurtate dall’avanzamento delle truppe sovietiche in Afghanistan.

L’anno successivo, l’incidente nella centrale nucleare di Chernobyl sferrò il colpo di grazia all’ormai comatosa URSS.

Nel 1989, a seguito della caduta del muro di Berlino, il Presidente sovietico Michail Gorbačëv avviò le trattative per la riunificazione della Germania, con l'auspicio della neutralità futura della stessa.

Ciò non avvenne, la Germania riunificata volle entrare nella NATO, nonostante il Patto di Varsavia fosse ancora in vigore.

Nel 1991, la medesima alleanza cessò di esistere, la Germania unita entrò ufficialmente nella NATO e l’Unione Sovietica venne soppressa.

In seguito, fu costituito il “NACC”, un forum di discussione e cooperazione tra NATO ed ex membri del Patto di Varsavia, cui seguì, nel 1994, il partenariato per la pace.

A seguito dell’epilogo della Guerra Fredda, la NATO varò quattro nuovi Strategic Concepts, improntati sugli aspetti valoriali e meritori dell’Alleanza, sulla dissuasione dei nemici e sulla difesa

collettiva. Furono promulgati nel 1991, 1999, 2010 e 2022.

Nel 1994, la NATO dispiegò le proprie truppe nel territorio della ex Jugoslavia, in seguito al bombardamento serbo su una fabbrica militare bosniaca. La Bosnia, così come la Slovenia, la Croazia e la Macedonia in precedenza, proclamò l’indipendenza ma venne assediata da una minoranza serba che ne rivendicò i territori.

Il 30 agosto 1995, la NATO avviò l’operazione “Deliberate Force”: vennero effettuati massicci bombardamenti sull’area jugoslava, fino all’ottenimento di un’intesa sulla pace nel settembre dello stesso anno, con la firma dell’Accordo di Dayton.

Per scongiurare nuovi guerriglie, la NATO istituì un comando di mantenimento militare per garantire la pace.

Il 12 marzo 1999, il Kosovo rivendicò l’indipendenza, incappando in una guerra civile, comportata dal rifiuto del Presidente serbo Slobodan Milošević a trattare con gli albanesi del Kosovo e con la comunità internazionale, per siglare una tregua.

La Russia pose il veto e certuni contingenti dell’Alleanza Atlantica intervennero senza il mandato dell’ONU, dando vita ad esacerbanti asperità tra Russia e NATO.

Il 24 marzo, velivoli dell’Organizzazione Atlantica, decollarono dalle basi italiane e sganciarono numerose bombe sulla Jugoslavia.

Per 78 giorni senza requie, fu questo il modus operandi della NATO.

Il 9 giugno venne raggiunto un accordo che comportò l’istituzione di una forza internazionale per assicurare la sicurezza, caldeggiata anche dalla stessa Russia.

Con l’abbrivio del nuovo millennio, la NATO avviò una nuova campagna espansionistica verso l’Est Europa, permettendo l’accesso a: Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia nel 1999; Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia nel 2004. Nel 2009 vennero incorporate Albania e Croazia; nel 2017 il Montenegro e nel 2020 la Macedonia del Nord.

Recentemente, nel 2023, è stata assorbita la Finlandia e nel 2024 la Svezia.

L’11 settembre 2001, la NATO invocò per la prima volta nella sua storia l’articolo 5 del Patto Atlantico: le forze aeree decollarono sui cieli degli Stati Uniti e le navi da guerra vennero dislocate nel Mar Mediterraneo. Successivamente agli attacchi terroristici di New York e Washington, gli USA invasero l’Afghanistan, il paese di Osama Bin Laden, mandante dei cruenti e vili attentati.

Una volta giunti nel paese mediorientale, rovesciarono il governo di al-Qaida e insediarono l’ISAF (Forza Internazionale di Assistenza e Sicurezza).

Nel 2003, attaccarono l’Iraq di Saddam Hussein e la NATO subentrò nell’operazione avanzata dagli Stati Uniti per assumere il ruolo apicale di comando delle forze internazionali e dare vita alla NATO Training Mission.

Nel 2004 ebbero inizio le cosiddette “Rivoluzioni Colorate” in Georgia e Ucraina, nelle quali, le rispettive popolazioni, espressero il desiderio di appropinquarsi all’Occidente.

L’anno seguente, l’Unione Africana chiese assistenza alla NATO, la quale inviò aiuti logistici e militari in seguito all’infuriare della guerra in Sudan. Nello stesso anno vennero spediti aiuti umanitari in Pakistan, dove si abbattè una veemente scossa tellurica che determinò lo sfollamento di 4 milioni di persone, e negli Stati Uniti, dove l’impetuoso passaggio dell’uragano Katrina, arrecò ingenti danni alle abitazioni.

Nel 2008 ebbe luogo il conflitto russo-georgiano che portò con sé significative implicazioni, assiomatizzando le incongruenze tra la NATO e la Russia.

Nel vertice NATO di Bucarest del medesimo anno, venne posto per la prima volta l’obiettivo di annettere Ucraina e la Georgia all’Alleanza. Tuttavia, gran parte dei paesi europei si opposero per non astiare i rapporti con la Russia.

Inoltre, sia la Georgia in Ossezia del Sud che l’Ucraina in Crimea avevano dei territori interni ancora contesi, andando in conflitto con i dettami imposti dal Patto Atlantico.

Nel 2009, la Francia venne nuovamente inglobata nel comando integrato della NATO, dopo 43 anni di assenza.

Due anni dopo, la le truppe atlantiche assunsero il comando della guerra in Libia, bombardando il rifugio di Mu’ammar Gheddafi, esautorato e dopo non molto tempo, ucciso.

Nel 2014 in Ucraina cadde il governo filorusso e il popolo si polarizzò, dividendosi tra filorussi e filoeuropei. Nello stesso anno la NATO avviò esercitazioni congiunte con le forze militari ucraine.

Dopo vent’anni, nel 2021, le forze armate americane hanno abbandonato l’Afghanistan, fallendo completamente l'operazione di annientamento dei talebani.

Il 24 febbraio 2022, la Russia ha ordinato l’invasione su larga scala dell’Ucraina. La NATO ha

reagito con una ferma condanna e un cospicuo aumento degli aiuti militari, tuttora in atto.

Il 25 giugno 2025, al vertice svoltosi in Olanda presso la Corte Penale Internazionale dell’AJA, la NATO annuncia, in una nota congiunta, di aver raggiunto un’intesa tra i membri per implementare l’investimento delle spese militari fino al 5% del PIL entro il 2035, dichiarando che i 32 Paesi alleati riaffermano il proprio ferreo impegno per la difesa collettiva, come sancito dall’articolo 5 del Trattato di Washington: un attacco a uno è un attacco a tutti”, rimarcando la latente pericolosità per la sicurezza euro-atlantica costituita dalla Russia.

Il prossimo anno, il vertice si terrà in Turchia.

L’Italia ha sempre svolto un ruolo nevralgico in seno all’Alleanza.

Inoltre, ospita sul proprio territorio innumerevoli strutture integrate, tra cui:

l’Allied Joint Command a Napoli, ubicato presso il Lago di Patria;

il NATO Defense College sito a Roma;

il Multinational CIMIC Group di Motta di Licenza, in provincia di Treviso;

il Deployable Air Command and Control Centre situato a Poggio Renatico, in Emilia-Romagna;

il NATO Rapid Deployable Corps Italy di Solbiate Olona, Milano;

il Centre for Marittime Research and Experimentation di La Spezia, in Liguria.

Infine, tra le strutture accreditate, vi sono anche il Modelling and Simulation Centre di Roma, il Security Force Assistance di Cesano (RM) e lo Stability Policing Centre of Exellence di Vicenza.

Oggi la NATO è fortemente impegnata nella lotta al terrorismo, ai cyber attacchi e alle armi

chimiche e batteriologiche: nuova frontiera della guerra.

Ad ultimum, le truppe NATO sono coinvolte nel combattimento della pirateria che imperversa nel

corno d’Africa.

Questi i Paesi Membri della NATO, ad oggi, in ordine di adesione temporale:

Belgio (1949), Canada (1949), Danimarca (1949), Francia (1949), Islanda (1949), Italia (1949), Lussemburgo (1949), Norvegia (1949), Paesi Bassi (1949), Portogallo (1949), Regno Unito (1949), Stati Uniti (1949),Grecia (1952),Turchia (1952), Germania (1955),Spagna (1982),Cechia (1999),Polonia (1999),Ungheria (1999),Bulgaria (2004),Estonia (2004),Lettonia (2004),Lituania (2004),Romania (2004),Slovacchia (2004),Slovenia (2004),Albania (2009),Croazia (2009),Montenegro (2017),Macedonia Del Nord (2020),Finlandia (2023),Svezia (2024).

Cristian De Paola