In merito all’agghiacciante situazione che avviluppa la nazionale italiana di calcio, credo non abbia più alcun senso convocare calciatori che non hanno minimamente il desiderio né la volontà di giocare e sacrificarsi per la nazionale e per il popolo italiano.
Badate bene, non per i tifosi, bensì per il popolo.
La nazionale italiana è un patrimonio di tutti gli Italiani.
Sarebbe quantomeno opportuno rammentare a questi esseri totalmente inetti e melensi, che la nazionale di calcio rappresenta l’Italia e non il loro ego incommensurabile.
Non trovo alcun motivo valido per giustificare o tollerare l’atteggiamento passivo che adottano ormai da anni. Hanno permesso l’esonero di ben due commissari tecnici non ponendosi minimamente il logico quesito del vero problema della nazionale: loro stessi.
Seppur parzialmente responsabile della mesta situazione in cui versa la squadra nazionale, è inutile sbarazzarsi del CT, quando, ahimè, la problematica permarrà indisturbata a Coverciano.
È totalmente ingiusto e privo di alcun senso riconducibile ai principi dello stesso sport, fingersi infortunati o arrivare addirittura a simulare malesseri fisici per abbandonare anzitempo il centro tecnico federale come dei meri renitenti.
Inoltre, penso sia perlomeno moralmente e deontologicamente corretto da parte del presidente federale, rassegnare le dimissioni dopo una qualificazione ai mondiali fallita e una che incombe su noi tutti.
Senza tralasciare la fallita qualificazione al mondiale del 2018 quando a capo della Federcalcio c’era Tavecchio. Esortato proprio da Gravina ad abbandonare i palazzi del potere calcistico dopo la sconfitta contro la Svezia a San Siro che non ci ha permesso di accedere ai mondiali in Russia poi vinti dalla Francia.
Occorre necessariamente un immediato ed impetuoso cambio di passo dell’intero sistema calcio, altrimenti tra breve tempo, il movimento tennistico prenderà completamente il sopravvento sullo sport più bello, più esaltante e non per ultimo, più praticato sull’orbe terraqueo.
IL CALCIO È DI CHI LO AMA!
Cristian De Paola