IMPEGNO SOCIALE ED UMANITARIO DELLA CHIESA DI GESU’ CRISTO E DEI SANTI DEGLI ULTIMI GIORNI: SALTANO DUE PASTI E SFAMANO MILIONI DI PERSONE

Roma 21 maggio 2026, numerosi rappresentanti di istituzioni del governo, organizzazioni umanitarie e gruppi locali si sono riuniti a per una serata organizzata da “La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni” per riconoscere l’impegno congiunto gli operatori umanitari a Roma nel prendersi cura delle persone e delle famiglie vulnerabili in Italia e in Europa.

L’evento ha messo in risalto l’importanza della collaborazione tra comunità religiose, organizzazioni non governative e istituzioni pubbliche nel far fronte ai bisogni umanitari e nel promuovere la dignità, la speranza e l’autosufficienza.

Tenutasi presso il sito del Tempio di Roma della Chiesa, la serata ha visto in programma interventi di autorità civili, una presentazione musicale e un video che ha illustrato progetti umanitari realizzati in Italia nell’ultimo anno in collaborazione con organizzazioni locali.

Gli organizzatori hanno sottolineato il fatto che molte iniziative umanitarie sono state rese possibili grazie alla cooperazione con organizzazioni accreditate attive nelle comunità locali. Questi sforzi includono l’assistenza alimentare, il supporto alle famiglie, la formazione professionale, progetti di istruzione e programmi che mirano ad aiutare le persone a diventare più autosufficienti.

I rappresentanti della Chiesa hanno spiegato che i propri membri, fisicamente in grado di farlo, hanno digiunato volontariamente una volta al mese ed hanno donato un valore uguale o maggiore a quello dei pasti non consumati per assistere chi è nel bisogno. Tali fondi vengono impiegati in tutto il mondo per sostenere iniziative umanitarie e di assistenza, spesso in collaborazione con organizzazioni di soccorso consolidate e gruppi locali.

Marco Cavalcante, direttore della Divisione Programmi del World Food Programme, ha affermato: “Questa collaborazione rappresenta un formidabile esempio di come la fede e l’azione umanitaria possono convergere per rispondere ad alcune delle sfide più grandi della nostra epoca”.

Paolo Marchionne, presidente del III Municipio di Roma, ha espresso apprezzamento per l’approccio collaborativo della Chiesa e dei suoi partner. Ha detto che la Chiesa ha scelto di “accogliere gli altri e servirli” ha espresso il suo “più sincero apprezzamento…perché avreste la forza e i mezzi per intraprendere iniziative autonome… ma sin dal primo giorno in questo territorio avete scelto di abbracciare gli altri e mettervi al loro servizio… Vengo qui con gioia pensando che la grandezza di questo vostro tempio si rispecchia nelle azioni dei membri di questa chiesa”..

Giovanni Impagliazzo, in rappresentanza della città di Roma, ha ringraziato le organizzazioni e i volontari coinvolti nelle iniziative umanitarie realizzate in città e nelle comunità circostanti ed ha detto: “A nome dell’Amministrazione di Roma Capitale, sono qui per ringraziarvi… La presenza de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni arricchisce la città di Roma e la rende ancora più universale”..

Rubén V. Alliaud, presidente dell’Area Europa Centro de “La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni”, ha detto che prendersi cura degli altri è un aspetto centrale del discepolato cristiano.

Prendersi cura di chi è nel bisogno è il fulcro di tutto ciò che facciamo nella Chiesa è l’essenza di ciò che stiamo cercando di essere”. Milioni di persone nutrono chi ha fame semplicemente digiunando, può sembrare bizzarro, ma funziona davvero. L’idea è semplice: ogni mese si saltano due pasti e si dona il denaro risparmiato affinché possa essere usato per dare da mangiare a chi è affamato.

Milioni di persone in tutto il mondo hanno preso sul serio questa pratica: il loro contributo ha permesso di donare 1,58 miliardi di dollari solo nel 2025. Con una cifra del genere si può comprare molto cibo! E non solo cibo.

Di fatto, queste persone hanno preso il famoso detto “Dai un pesce a un uomo e lo sfamerai per un giorno; insegna a un uomo a pescare e lo sfamerai per tutta la vita” e lo hanno trasformato in una pratica capace di cambiare vite.

Ma chi sono queste persone e come funziona in pratica? Sono i membri de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni che, se fisicamente in grado, una volta al mese digiunano saltando due pasti e, se possono, donano il denaro risparmiato — o anche di più. La Chiesa poi usa quel denaro per fornire assistenza umanitaria tramite organizzazioni affermate e rispettate, come UNICEF, Croce Rossa, Programma Alimentare Mondiale, Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), Caritas, Medici senza frontiere, InterSoS, Save the Children e molte altre.

Le organizzazioni sostenute da questi sforzi operano in modo trasparente e rendono conto di ogni dollaro ricevuto, consentendo alla Chiesa l’accesso ai loro registri per verificarne l’utilizzo.

Lo scopo non è solo quello di sfamare le persone e provvedere alle loro necessità immediate, ma di aiutarle a risollevarsi e, infine, a diventare autosufficienti. Ad esempio, oltre a dare da mangiare a bambini affamati, l’iniziativa offre una formazione professionale alle madri perché possano provvedere ai loro figli. Questo impegno si concretizza in molte iniziative diverse in tutto il mondo.

Per mettere nella giusta prospettiva gli 1,58 miliardi di dollari donati nel 2025 da La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, basti pensare che, secondo i rapporti ufficiali di OCHA Services, nello stesso anno solo tre Paesi del G7 hanno donato di più.

I governi cercano di venire a capo della piaga della fame, che affligge metà della popolazione mondiale. Questa semplice pratica potrebbe essere parte della soluzione? Le numerose organizzazioni che il 21 maggio si sono riunite presso la sede italiana de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni per celebrare la loro collaborazione e i risultati raggiunti insieme ne sono convinte.

Presente all’evento anche Alessandro Dini Ciacci, Direttore nazionale della Comunicazione per l’Italia La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni ed i rappresentanti di tutte le organizzazioni partecipanti al progetto: Agenzia Scalabriniana, Associazione La Rotonda, Banco Alimentare, Banco Farmaceutico, Caritas, Centro Astalli, Centro Penc, Comunità di Sant’Egidio, Consiglio Italiano Rifugiati, Croce Rossa Italiana, FCEI, Fondazione Progetto Arca, Fondazione Tommaso Dragotto, Forum Nazionale del Terzo Settore, Insieme a Giordano, InterSoS, JNRC, JRS, KORE De Alkatraz, Mani Tese, Moltivolti, Programma Integra, Refugees Welcome, Ronald McDonald, Rondine Cittadella della Pace, Terre des Hommes, UNICEF.

Marcello Grotta