FUTURO NAZIONALE ASSEMBLEA COSTITUENTE DEL NUOVO PARTITO A ROMA AUDITORIUM DELLA CONCILIAZIONE, 13 E 14 GIUGNO 2026, TRAGUARDO STORICO E BAGNO DI FOLLA PER IL GENERALE ROBERTO VANNACCI

Si è conclusa l’Assemblea Costituente del nascente partito Futuro Nazionale fondato dal generale Vannacci all’Auditorium di Via della Conciliazione, il 13 e 14 giugno 2026 a Roma, luogo simbolico tra fede e storia, Chiesa di Cristo e Roma millenaria, un auditorium gremito di militanti, con la presenza di più di duemila tra delegati, ospiti e giornalisti, soprattutto stampa unidirezionale che non ha dato un informazione veritiera di tutto ciò che è stato detto durante la convention di Futuro Nazionale, formazione politica innovativa, sovranista ma superante le vecchie barriere dogmatiche tra destra e sinistra, con la partecipazione di moltissimi amministratori locali, comunali e regionali delusi dall’assenza cronica sui territori delle tre principali formazioni del centrodestra, ma anche gente delusa dalla sinistra confusa e prona al sistema globalista e guerrafondaio.

Slogan iniziale della Costituente di F.N. è stato “Italia agli Italiani” scritto qualche giorno fa in uno striscione da parte di alcuni studenti liceali del classico Monti di Cesena, puniti dalla dirigente della scuola, peraltro per un motto che è un verso del Carducci – puntualizza il Vannacci in aula – che notoriamente è un autore italiano che viene insegnato nelle scuole di ogni ordine e grado, è stato quindi un gravissimo episodio di censura della libertà di pensiero da parte di dirigenti scolastici ideologicamente orientati, per una affermazione scritta, del tutto lecita ed innocua.

Tra i principali interventi quello di Massimiliano Simoni toscano, braccio operativo del Generale, ex paracadutista della Folgore anche lui, proveniente da una delle Regioni più rosse d’Italia, regno incontrastato di tutte le sovrastrutture della sinistra, dice al proposito: “… la riforma della scuola di Giovanni Gentile è stata distrutta…. si basava sulla cultura italiana…sul poeta del posto, sullo scrittore del posto …sull’artista del posto etc… “

Nelle due intensissime giornate della Costituente almeno una cinquantina sono stati gli interventi dei vari delegati tra i Comitati costituenti presenti ed estratti a sorte su migliaia per ragioni di tempo, provenienti da tutte le regioni d’Italia, i più numerosi i Comitati della Puglia, Calabria, Sicilia, Lombardia e Veneto fino ai centomila tesserati elencati dalla responsabile del tesseramento del partito Annamaria Frigo, lucchese ed economista specializzata in formazione per la Regione Toscana, ex FdI ed ex Lega, stretta collaboratrice di Simomi.

Ma tra tutti gli interventi quello più audace o ardito è stato sulle guerre in corso e soprattutto sui conflitti in Ucraina quelli provocati da Trump e sopratutto in Medio Oriente, particolarmente verbata la dichiarazione esplicita e coraggiosa di condanna da parte di Edoardo Ziello deputato ex della Lega a Pistoia tra i primi deputati ad aderire a F.N., “…la folle guerra di Netanyau e Trump gendarme del mondo, che sta danneggiando i nostri interessi nazionali… e su Israele che sfrutta l’IDF per devastare un popolo, perdendo il controllo del Paese, negando acqua, cibo e cure ai bambini…facendo espandere l’odio nei palestinesi rimasti .…”

Poi gli interventi di Caterina Galli una delegata emiliana che ha parlato di cambiamento epocale nelle “regioni rosse”, ed ampia conduzione di tutta l’Assemblea da parte del sindacalista barese Rossano Sasso altro tra i primissimi deputati fondatori di F.N.

Grandi applausi sono stati fatti al diciottenne delegato di Asti Mattia Franco, che è intervenuto a dire che voleva cambiare l’Italia insieme ai suoi coetanei. Si è qui parlato di valori, Patria, coraggio, merito, responsabilità, onestà… Riferito al coraggio si è parlato della difficoltà per un giovane di costruire una piccola media impresa, l’asse portante del Made in Italy del Paese, con le PMI rappresentanti il 96% dell’economia nazionale ormai… e con chiusure/fallimenti continui per la troppa burocrazia e la farraginosità bandi europei, si è parlato della proposta di una “aliquota unica” anche per le PMI come per le partite IVA, dice Vannacci nelle sue conclusioni,
con una de-fiscalizzazione, tramite “quozienti familiari”, in base al numero di figli. E qui l’ironico Vannacci in aula è stato molto chiaro: otto miliardi di persone al mondo sono nate dal ventre di una donna… che ci piaccia o non ci piaccia!

E poi Lorenzo Gasperini, lui, l’ideologo di Vannacci e di Futuro Nazionale, architetto del programma di Futuro Nazionale, Lorenzo Gasperini è uno dei principali interpreti del pensiero politico che ruota attorno a Roberto Vannacci; docente di filosofia nato a Cecina e figura centrale del progetto politico di Roberto Vannacci, il “GigaGenerale”, come ama chiamarlo sui propri canali social, è lui ad aver coordinato e scritto le 140 pagine programmatiche presentate all’assemblea costituente del movimento, condensando in forma teorica e filosofica il motto “L’Italia agli italiani”, laureato in filosofia, vincitore di borsa di studio per soli meriti dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori e del corso di alta formazione sulla Dottrina sociale della Chiesa presso l’Università Cattolica, Gasperini ha costruito la propria formazione all’interno dell’area del cattolicesimo sociale. Un ambito nel quale il diritto naturale, la tradizione cristiana e il pensiero sociale della Chiesa rappresentano alcuni dei principali riferimenti culturali. Nel suo percorso convivono richiami culturali alla tradizione cattolica, a Madre Teresa di CalcuttaNicolás Gómez Dávila e Chesterton. Docente di filosofia in un liceo di Livorno, alle spalle ha dieci anni di militanza nella Lega, partito che ha rappresentato come consigliere comunale a Cecina e come capogruppo provinciale a Livorno. Ha organizzato a Livorno il Remigration Summit ed è oggi il coordinatore del programma di Futuro Nazionale. Sul piano formativo, oltre alla laurea in filosofia, ha frequentato l’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica di Milano, esperienza che si affianca all’impegno politico e all’attività di insegnamento. All’assemblea costituente, Gasperini si presenta come uno degli relatori più ascoltati, rivendicando una linea caratterialmente molto di destra fino a citarne la “Terza Via Economica”, richiama più volte Giorgio Almirante e sostiene che la destra debba essere “coraggio e libertà”. Accanto a temi tradizionali della destra identitaria per lui, tutto il suo progetto politico nasce da una visione fondata su “diritto naturale e tradizione, ovvero buonsenso e identità, inoltre tra le posizioni che più originali che caratterizzano il suo pensiero c’è la rivalutazione del patriarcato, che a suo giudizio “insegnava agli uomini ad avere un ruolo, una responsabilità e un significato. Perdendolo, perdevano se stessi”, ma sostiene anche il salario minimo, elemento che lo distingue da una parte del conservatorismo economico, ed ancora…il crocifisso nelle scuole, il riconoscimento della sola famiglia composta da uomo e donna, i “mutui tricolori” modulati in base al numero dei figli e la revisione dell’euro secondo l’interesse nazionale.

Il suo tema più caldo riguarda l’immigrazione, lo straniero o viene assimilato o viene remigrato, di conseguenza propone drasticamente un tetto agli stranieri in Italia, cominciando ad espellere dai criminali e dagli irregolari.

Ma tra remigrazione ed economia il Generale Vannacci ha affrontato in maniera molto diretta le tematiche roventi su energia, materie prime e risorse del sottosuolo, come premesse essenziali per la rinascita del boom economico italiano Il Generale Vannacci con veemenza così si è espresso sul tema energetico nelle sue conclusioni di fatto improntate per il 50% su questo tema strategico dichiarando tra l’altro: “…Questo programma energetico scellerato in atto, di elettrificazione che sta portando avanti l’Unione Europea attuale, ci farà cadere sempre più in basso…il fabbisogno energetico annuale è di 1422 TWh …. le energie rinnovabili – eolico ed isolare – oggi ci rappresentano solo il 4% del fabbisogno totale energetico nazionale; … il 50% del fabbisogno energetico nazionale è energia termica, quella che serve per far funzionare le nostre Industrie, per scaldare le nostre case, per far funzionare i nostri mezzi di trasporto e per concorrere alla ricchezza ed alla prosperità nazionale…. uno Stato senza autosufficienza energetica non è più sovrano… può esserlo di diritto ma non lo è di fatto. Futuro Nazionale sostiene la necessità della sovranità energetica, che possa prima di tutto permettere la produzione interna con l’implementazione del nucleare di ultima generazione e la valorizzazione di ogni fonte alternativa all’avanguardia ….in secondo luogo questa sovranità energetica ci deve derivare dalla capacità sovrana di negoziazione con gli altri paesi perché noi non ce la faremo a soddisfare solo con la produzione interna il nostro fabbisogno energetico, ma vogliamo essere liberi di comprare l’energia da chi ce la vende a miglior prezzo e vogliamo essere liberi di avere un portafoglio energetico più ampio possibile senza costrizioni ideologiche o dogmatiche ….vogliamo togliere gli incentivi in bolletta alle energie rinnovabili, vogliamo abolire il “Green Deal”, vogliamo abolire la tassa sulle anidride carbonica, la famosa Carbon Tax, vogliamo con un provvedimento – che si farebbe in mezza giornata neanche – passare all’ora legale permanente, cosa di una semplicità disarmante: questo ci farebbe risparmiare secondo i calcoli di Terna 180 miliardi di euro all’anno e già 80 miliardi di euro li risparmiamo con 6 mesi di ora legale all’anno. Poi estendendola a tutto l’anno ci sarebbe risparmiare altri 100 milioni di euro, senza rinunciare a nulla, senza disturbare nessuno; l’ora è una convenzione umana
Poi dobbiamo coltivare lo sfruttamento delle biomasse, che sono il vero combustibile autocratico che abbiamo in casa – le biomasse legnose, vegetali – produciamo 7 miliardi di metri cubi di gas naturale e secondo calcoli svolti in maniera molto seria, con pochissimi provvedimenti potremmo arrivare con le biomasse a produrre l’equivalente di energia di 20 miliardi di metri cubi di gas naturale, che rappresentano un terzo del fabbisogno nazionale di gas che compriamo dalla Azerbaigian, dalla Libia e dell’Algeria…”.

E come narrato da lui nelle sue conclusioni e nel primo giorno, dal Generale Vannacci su energia e materie prime in sintesi: riaprire i rubinetti del gas dalla Russia; eliminare i contributi/accise sui carburanti relativi alle rinnovabili, specie quelle in bolletta, viste le ormai eclatanti prove di speculazione e conflitti di interesse da parte di certe “fondazioni green” legate a specifiche lobby di sinistra; rilanciare le concessioni e gli investimenti per l’idroelettrico, mini-idroelettrico e rinnovo parco dighe, fiore all’occhiello della nostra Italia della prima ora; avviare con urgenza un programma nucleare italiano sia verso la “IV generazione di fissione”, che peraltro genera 1/100 delle scorie nucleari e le ricicla, sia verso “mini-reattori a fusione” che peraltro non sarebbero bloccati dal referendum del 1988, visto che non producono scorie nucleari come quelle della fissione nucleare; riaprire le nostre miniere e joint venture minerarie come negli anni ’50 e ’60; rivalutare le biomasse, vero combustibile autarchico, utilizzando anche una fiera manodopera carceraria inutilizzata, per “ripulire” tutte le strade d’Italia, che tra plastica nei fossi limitrofi e biomasse abbandonate potrebbe produrre energia come una centrale a gas naturale da 400 MW installati; adottare un portafoglio energetico più ampio possibile senza rinunciare ad alcuna forma di energia, tornare alla geotermia non speculativa.

Infine ma non ultimo, ha parlato dell’incentivazione delle attività sportive diffuse per i giovani e per tutta la popolazione seguendo il motto latino “mens sana in corpore sano”.

La Costituente di Futuro Nazionale 2026 organizzato a Roma in pochissimo tempo e con una certa tensione iniziale dal Generale Vannacci è stato quindi un enorme successo di numeri, proposte e partecipazione, con la canzone “Futura” di Lucio Dalla che ha concluso in modo rilassato il tutto in sintonia con il motto “L’Italia agli Italiani”.

Marcello Grotta