FRATELLI D’ITALIA, L’ITALIA S’È DESTA, DELL’ELMO DI RINGHIO S’È CINTA LA TESTA…”

Lo scrivo senza circonlocuzioni: è evidente che occorra prontamente un cambio di rotta nel sistema calcistico italiano. Resosi sempre più impellente dopo l’ultimo periodo eticamente e sportivamente altalenante ed esiguamente dignitoso.

La conferenza stampa di presentazione del ventitreesimo Commissario Tecnico della Nazionale Italiana di Calcio, Gennaro Gattuso, e del suo entourage, composto da: Luigi Riccio (vice) e Leonardo Bonucci; dai preparatori dei portieri, ovvero Roberto Perrone e Cristiano Lupatelli, è stata introdotta dal discorso del Presidente Federale, Gabriele Gravina. Il quale ha illustrato il piano d’azione della squadra nazionale, che dovrà rinascere dalle proprie ceneri, o per meglio dire, dalle ceneri di quella dell’ormai ex CT, Luciano Spalletti come fosse una fenice.

La suddetta ha  avuto luogo nella prestigiosa e mirabolante location dell’hotel “Parco dei Principi” di Roma, a pochi passi dagli uffici della FIGC e consueto alloggio della Nazionale nelle trasferte romane,

Terminato il preambolo del Presidente Gravina, è stato il momento del nuovo Commissario Tecnico, che, senza tergiversazioni, ha colto l’aspetto principale sul quale dovrà fondamentarsi il gruppo calcistico da lui capeggiato, fissando il principale obiettivo, scontato ma vitale, ovvero: la qualificazione al campionato del mondo del 2026 che avrà luogo negli Stati Uniti d’America.

Oggi, la comatosa nazionale italiana, si trova distante anni luce dalla possibile partecipazione al mondiale. Sarà quindi fondamentale costruire un gruppo granitico, diligente e valoroso, che sappia affrontare le sfide che gli si presenteranno dinanzi.

Dopo una serie interminabile di domande da parte dei giornalisti accreditati, trangugiate in pochi minuti dal neo CT, è stato interpellato Gianluigi Buffon, Capo Delegazione, avulso dall’intera conferenza ma fautore della trattativa che ha portato Rino Gattuso in Nazionale.

Il linguaggio adoperato da Gattuso: chiaro e perentorio, è l’immagine di una persona molto intelligente, che agisce con estrema solerzia e serietà, lavorando in sintonia con  la squadra, rendendola ebbra di passionalità, pervicacia e fervore.

Il contratto siglato dal nuovo Commissario Tecnico, prevede un emolumento di 800.000€, ai quali in caso di qualificazione al prossimo campionato del mondo, sì andrà ad aggiungere un esoso bonus di 1.000.000€.

Nel nuovo corso, è stata inserita la figura del Direttore Tecnico, carica che verrà ricoperta da Cesare Prandelli: ex CT dal 2010 al 2014 ed ultimo selezionatore a traghettare la nazionale ai mondiali, in Brasile nel 2014.

Lo stesso, andrà ad occuparsi della supervisione delle nazionali minori: under 21, 20, 19, 18, 17, 16, 15  e dei vivai, oltreché ad apportare un concreto sostegno al settore giovanile.

Sarà coadiuvato da Gianluca Zambrotta e Simone Perrotta, campioni del mondo con la Nazionale nel 2006 a Berlino, in Germania.

Come riportato dal Presidente Federale, il “progetto Prandelli” viaggerà parallelamente a quello del nuovo CT ma non ne dipenderà.

Il mio auspicio, comune a quello di tutti gli italiani del calcio, è che Ringhio, riesca ad ottenere risultati sportivi all’altezza della  -gloriosa- nazionale che si accinge a rappresentare. “Per aspera ad astra”. Forza Azzurri !

Cristian De Paola