Maurizio, Luca, Maurizio junior: sull’onda vincente.
Questo è da oltre 50 anni il segreto del successo della famiglia Domenici.
Dal nonno al nipotino: una tradizione di vittorie nazionali ed internazionali che rappresenta una consacrazione agonistica nel panorama velico.
Il mare di Anzio come luogo del cuore e punto di partenza per ambire a diventare i migliori nelle varie classi veliche.
Il sacrificio, la disciplina, la dedizione e la grinta in allenamento come base necessaria per il raggiungimento degli obiettivi.
E una convinzione che si perpetua: sull’onda vincente…insieme!!!
Questa è una storia d’ eccellenza che può essere fonte di ispirazione per tutti.
Maurizio, Luca, Maurizio junior: tre generazioni di sportivi vincenti con un unico comun denominatore: la vela. L’amore per il mare, ed in particolare quello per la vostra Anzio, è stato un colpo di fulmine o ha necessitato di tempo?
Maurizio. L’amore per il mare mi è stato trasmesso, fin da quando ero bambino, dalla mia famiglia.
Anzio è il luogo dove ci alleniamo e navighiamo, da sempre, in tutti i periodi dell’anno e con tutte le condizioni climatiche.
Il mare ed Anzio rappresentano, senza dubbio, la mia oasi di pace.
Luca. Da papà Maurizio a Maurizio junior: è una gioia indescrivibile avere tre generazioni di velisti di successo. L’amore per il mare è un sentimento innato: qualcosa di unico.
Un colpo di fulmine, certamente, ma anche un colpo di genio che ti trasmette, ogni volta, sensazioni fantastiche e sempre diverse.
Quando lo vedo, durante una stipula, dal mio studio notarile di Anzio/Nettuno, capisco che è stato, è, e sarà, una parte essenziale ed imprescindibile della mia vita.
Vi regalo una notizia in anteprima: nel 2028 riporterò, dopo vari decenni, grazie ad una mia brillante idea, il campionato del mondo proprio ad Anzio.
Si tratta della categoria SB20 quella che ho rilanciato, in questi anni, con grande passione e successo.
Maurizio junior. Nel mio caso ha necessitato di tempo, del giusto tempo.
All’inizio, infatti, pur avendo una grande passione per la vela come nonno e papà, faticavo un pò nell’apprendere al meglio il sistema di allenamento.
La partenza è sempre il momento più difficile in ogni cosa, il miglioramento è stato progressivo e costante.
Come si dice a Roma, nessuno nasce imparato, bisogna sempre apprendere qualcosa di nuovo, anche e soprattutto quando si vince.
Come è nata la vostra passione per questo magnifico sport e quale stata la figura di riferimento?
Maurizio. Questa grande passione mi fu tramandata da mio padre, anche lui velista.
Con lo stesso spirito, con grande sacrificio, entusiasmo e totale abnegazione l’ho trasmessa, con successo, a mio figlio e a mio nipote.
La mia più grande gioia è vederli primeggiare nel vasto panorama velico.
Luca. Posso dire con riconoscenza ed orgoglio che sono cresciuto, sin dai primi anni, a “pane e vela”.
Mio papà mi ha svelato il suo amore per questo straordinario sport quasi 24 ore su 24: soprattutto durante gli innumerevoli momenti passati insieme a ripetere lezioni di tattica e movimenti da attuare in barca.
Ricordo pranzi, cene, lunghi viaggi prima delle regate dove ci confrontavamo su strategie ed obiettivi.
Papà e’ stato, infatti, un grande precursore, perché, già quarantanni fa, si segnava su un foglio di carta tutti gli errori che dovevo correggere e come non ripeterli nelle regate a seguire.
Non solo: girava filmati durante gli allenamenti e le gare che mi faceva rivedere puntualmente in televisione per capire insieme i dettagli da migliorare.
La mia guida, in assoluto, quindi, è stato lui: mi ha creato, cresciuto e se sono quello che sono lo devo sicuramente alla sua continua ed immancabile presenza nonché ai suoi preziosi suggerimenti.
Non finirò mai di ringraziarlo per avermi inculcato la voglia di vincere e avermi fatto amare il mare, il vento, la corrente, il sole e tutte le dinamiche, le contingenze che caratterizzano questo sport così straordinario e variegato.
Maurizio junior. Anche nel mio caso, la passione per la vela me l’hanno trasmessa mio nonno e mio padre fin da quando ero piccolo.
Ricordo che la mia prima barca (Optimist) me la comprò, ad appena due anni, proprio nonno Maurizio, quando ancora utilizzavo il passeggino per muovermi in alcune situazioni.
Fu una grandissima gioia. Senza dubbio la mia grande fortuna è avere non solo una guida ma due: nonno e papà.
Sono certo che proseguirò la tradizione di famiglia con la loro stessa passione ed augurandomi di raggiungere gli stessi importantissimi risultati.
Ogni successo, ogni vittoria nazionale ed internazionale che avete conseguito è stato il frutto di impegno, sacrificio e volontà.
Quanto sono importanti la disciplina, l’allenamento, l’abnegazione per essere sempre sul podio e sul primo gradino?
Maurizio. Impegno, sacrificio, disciplina e forza di volontà sia in allenamento che in regata sono requisiti essenziali ed indispensabili per chi “vive di vela”. Da questi non si può né si deve mai prescindere. Infatti ho sempre insegnato, e ripeto ancora, che le regate si vincono in allenamento.
Luca. Come dice sempre mio papà non ti porti mai nulla da casa, lo devi conquistare.
Ogni regata regionale, nazionale, internazionale è una sfida nuova e diversa. Applicazione, ordine, disciplina sono alla base di ogni risultato.
C’è poi quel qualcosa in più che fa la differenza che ho sempre identificato nel sacrificio, così come etimologicamente lo intendevano i Romani: “sacrum facere” ovvero trasformare, elevare qualcosa di profano in divino: una privazione, uno sforzo, una rinuncia diventano così quel centimetro in più per alzare l’asticella, per superare un limite impossibile, per continuare a credere nel motto che mi ripeteva sempre mia nonna Adriana con il brocardo: “Ad maiora semper”!!!
Maurizio junior. Nonostante la mia giovanissima età ho già raggiunto importanti traguardi nazionali ed internazionali.
Per stare sempre sul primo gradino nelle regate è fondamentale l’allenamento estivo quanto quello invernale.
Insieme a nonno e papà, questo è scontato.
Entrambi mi hanno fatto comprendere l’importanza della disciplina e dell’impegno necessari per competere al fine di raggiungere la vittoria.
In regata cerco di metterli in pratica con la massima concentrazione e abnegazione.
Ogni regata è differente una dall’altra. Ricordate la vostra prima competizione ufficiale?
Maurizio. La mia prima regata fuori dall’Italia, di caratura internazionale, fu a Ginevra, dove si teneva il campionato europeo Soling.
Chiusi con un ottimo quarto posto alla presenza di diversi campioni dell’epoca.
Luca. Senza dubbio, ogni regata è diversa. Cambiano il vento, il mare, la corrente, il campo di regata in cui ti trovi, i competitori nazionali o internazionali, la partenza in barca o in boa, proprio questo è “il bello” della vela. Per questo devi affrontare ogni prova con uno spirito diverso e la massima concentrazione perché ogni cambiamento od oscillazione del vento può essere decisivo e fatale.
La prima competizione ufficiale? È passato un po di tempo ma lo ricordo come fosse oggi: con la barca di legno sempre ad Anzio con mio padre che mi seguiva dietro con il gommone era davvero un’altra epoca.
La prima competizione veramente importante, invece, fu il campionato del mondo a Yokohama nella classe Optimist, dove potevano partecipare solo i migliori di ogni nazione.
Al tempo sono stato uno dei più giovani velisti a partecipare ad un mondiale in Giappone saltando anche quasi un mese di scuola.
Maurizio junior. Confermo che tutte le competizioni sono differenti.
Ricordo molto bene la mia prima regata ufficiale che fu il trofeo internazionale Campobasso, a Napoli, in cui sono arrivato ottavo nella classifica generale ma primo in assoluto del 2016.
Quindi per me fu una doppia soddisfazione: sia la mia prima regata che la prima vittoria.
Quest’anno, invece, ho vinto in assoluto nella categoria cadetti il trofeo Campobasso-Unicef.
È scontato dire che conserverò queste vittorie sempre nel cuore con estremo entusiasmo.
(prima parte)
Sabrina Trombetti