ATTACCO AMERICANO ALL’IRAN

Nella scorsa notte abbiamo assistito ad un veemente e massiccio attacco missilistico mirato alla distruzione delle tre basi nucleari iraniane da parte delle forze militari statunitensi. È stato appellato “Midnight hammer”, martello di mezzanotte.

Dopo un apparente diniego da parte del Presidente Trump ad avviare un conflitto diretto con l’Iran, questa notte ha guidato, dalla situation room, l’operazione di distruzione degli impianti iraniani, atti all’arricchimento dell’uranio.

Abbiamo completato con successo il nostro attacco ai tre siti nucleari iraniani, Fordow, Natanz e Isfahan. Tutti gli aerei hanno ora lasciato lo spazio aereo iraniano”, ha scritto Trump sul social Truth.

Queste le parole scritte sui social nella notte italiana dal Presidente USA, e rivolte al mondo intero.

Ha inoltre aggiunto che un carico completo di bombe è stato sganciato sul sito principale, Fordow.

Sono stati utilizzati 12 ordigni GBU-57 MOP da 14 tonnellate, rilasciati da 3 velivoli B2-Spirit sopra la centrale di Fordow.

Parallelamente, dai sottomarini della marina americana sono stati lanciati circa 30 missili Tomahawk contro gli altri due impianti.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi, ha definito l’attacco come “oltraggioso” minacciando il mondo intero con ripercussioni “eterne”.

In seguito all’attacco, Netanyahu e Trump hanno avuto un colloquio telefonico nel quale il premier israeliano si è congratulato con il Presidente USA.

La risposta dell’Iran è giunta senza dover attendere. Nella mattina di domenica, come riportato dall’IDF, circa 30 missili sono stati lanciati verso Israele, particolarmente a Tel Aviv, Haifa e Gerusalemme.

Nel post pubblicato sul social di sua proprietà, Trump ha esortato alla pace immediata, intimando, in caso contrario, ulteriori e ingenti attacchi da parte dell’esercito americano.

La Premier Giorgia Meloni ha convocato un consesso con il Ministro della Difesa Crosetto e i vertici militari italiani.

Le basi NATO in Italia sono in allerta massima, poiché potenziali obiettivi strategici.

La prima rilevante conseguenza dell’attacco americano è stata la chiusura, decretata dal parlamento iraniano, dello stretto di Hormuz, dove transita circa il 30% del petrolio terraqueo e la condanna unanime di tutti i paesi arabi e della Cina.

Cristian De Paola