Dopo l’assegnazione dell’America’s Cup e la nomina a Capitale Europea della Cultura, Napoli si prepara ad accogliere un nuovo maxi-evento: l’arrivo della Coppa del Mondo vinta dall’ Argentina di Maradona, che sarà esposta all’interno della mostra “Un Secolo d’Azzurro”, la più grande e completa rassegna d’Italia sulla storia dei mondiali, che è in programma dal 5 al 15 giugno presso l’Università Federico II.
Afferma Trombetti, che è promotrice della mostra con Aldo Rossi Merighi:
“Si tratta di uno straordinario viaggio indietro nel tempo, con oltre 200 cimeli originali per riscoprire il calcio partendo dalla sua origine.
Devo ringraziare in particolare il Rettore Matteo Lorito, i professori Bruno Siciliano e Guido Iaccarino che hanno compreso da subito l’ alto valore storico e culturale della rassegna”.
Dottoressa Trombetti, la mancata qualificazione dell’Italia di Gattuso, giunta peraltro per la terza volta consecutiva, ha penalizzato la vostra mostra sulla storia della Nazionale “Un Secolo d’Azzurro“?
Assolutamente.
Già dallo scorso anno, nonostante ci fossero ottime possibilità sulla partecipazione della nostra Nazionale agli ormai imminenti mondiali, avevamo deciso di ampliare il nostro format e renderlo più ricco ed interessante estendendolo alla storia della Coppa del Mondo, partendo dalla prima edizione, nel 1930, in Uruguay.
Chiaramente un focus speciale lo avranno le quattro vittorie dei nostri Azzurri(1934, 1938, 1982, 2006) e le partite più iconiche come ad esempio Italia-Germania: 4-3, la finale di Usa 94 e la semifinale di Italia 90 ma ad arricchire la mostra saranno, senza dubbio, le leggende internazionali come Pelé, Maradona, Messi e Cristiano Ronaldo senza dimenticare autentiche leggende del calibro di Cruijff e Beckenbauer.
Dal 2017 è nel mondo del collezionismo promuovendo con la sua Associazione S.Anna per lo sport (Rappresentante di Interessi alla Camera dei Deputati) un’esposizione che, anno dopo anno, è sempre più estesa, fino a toccare addirittura 1.000 mq: quale è il punto di forza della vostra mostra?
Passione, competenza, approfondimento, visione e pianificazione.
Questi, intanto, sono i requisiti necessari per una crescita costante.
Nella prima mostra a Vercelli ricordo che portammo quaranta cimeli storici, soprattutto giornali d’epoca.
Nella prossima di Napoli (5-15 giugno) se consideriamo anche il materiale cartaceo d’epoca sui pannelli saranno quasi quattrocento.
Non solo, abbiamo collezionato sessanta tappe, da Nord a Sud, con un successo di pubblico tale che in molte città (ad esempio Rimini) siamo tornati addirittura tre volte.
Il nostro punto di forza è stato e sarà sempre indubbiamente il calcio, nonostante i risultati della nostra Nazionale siano stati piuttosto deludenti.
Ogni volta rimaniamo sorpresi dall’amore dei visitatori per questo meraviglioso gioco:
aneddoti, ricordi, frammenti di vita vissuta legati indissolubilmente al pallone.
La voglia di rivivere quelle sensazioni e raccontarle è come ripetere una magia perduta.
Può svelare quello che sarà l’oggetto più atteso della nuova esposizione?
Non ho dubbi:
la Coppa del Mondo originale che porterà il campione argentino Pedro Pablo Pasculli, compagno di stanza di Maradona durante il Mondiale di Messico 1986.
Sarà la super esclusiva della nostra mostra a Napoli, insieme ai cimeli di Maradona del Museo di Massimo Vignati e dell’NR Museum di Nicola ed Enzo Raccuglia.
Già immagino la fila interminabile per poter fare una foto e magari alzarla proprio insieme a Pasculli…
Questo sarà possibile ma solo il giorno dell’ inaugurazione.
A Napoli oltre a magliette, palloni, scarpini, biglietti e memorabilia ci sarà anche una mostra fotografica sui Mondiali….
Esatto, questa sarà senza dubbio una delle nostre novità più attese.
Da qualche mese ha fatto il suo ingresso nella nostra squadra il decano dei fotografi sportivi Giuseppe Calzuola, che ha all’attivo 5 Mondiali, tra i più importanti della storia del calcio (1982, 1986, 1990, 1994, 1998) e dieci finali di Coppa dei Campioni.
Inutile dire che i suoi sono scatti unici, di un vero gigante della fotografia, fra cui spicca la sequenza del “gol del secolo” di Maradona (contro l’Inghilterra) e le foto inedite del Mundial 1982.
Ultimissima domanda sull’ attualità:
dopo le dimissioni di Gravina, si profila una lotta a due serrata tra Malagò e Abete.
Il 22 giugno avremo il vincitore…
Non posso negare di fare un grande tifo per Giovanni Malagò, di cui peraltro sono, da sempre, vicina di casa a Roma. Un vero gentleman.
L’uomo giusto, forse il solo, in grado di risollevare non solo le sorti ma anche la reputazione, nel mondo della Figc e della nostra Nazionale.
Per Malagò, del resto, parlano gli straordinari risultati alla guida del Coni e della Fondazione Milano-Cortina.
Il presidente conosce la nostra mostra “Un Secolo d’Azzurro” e ci ha donato un oggetto unico, non si tratta di magliette, palloni o scarpini e non lo posso svelare.
Riguarda uno dei momenti più importanti della vita di Francesco Totti.
Ed a proposito, vedrei proprio bene l’ex capitano giallorosso come capo delegazione al posto di Buffon.
Marcello Grotta