INTERVISTA AD ANTONIO MARIA RINALDI CANDIDATO A SINDACO DI ROMA DALLA LEGA PER IL CENTRODESTRA

Romano, sposato e padre di due figli, laureato in economia e commercio  alla Luiss Guido Carli di Roma, ha avuto numerosissimi incarichi professionali, ha lavorato presso diversi istituti di credito, funzionario della Consob, dirigente dell’Eni, consigliere di amministrazione dell’Enav, allievo del prof.  Paolo Savona, si definisce un economista post-keynesiano, docente universitario a contratto di economia presso varie Università, nel 2019 eletto eurodeputato con la lega  nella Circoscrizione Italia centrale al parlamento europeo, nel gennaio 2026 si dimette da presidente del consiglio di amministrazione di Trevi-Finanziaria industriale spa per potersi candidare seriamente a sindaco di Roma.

On. Rinaldi lei ha una lunga carriera politica e professionale a suo favore, quali sono i punti programmatici e gli obiettivi politici, sociali ed economici proposti per la città di Roma oggi?

Roma ha bisogno prima di tutto di essere amministrata bene. negli ultimi anni è mancata una visione chiara e la città ha vissuto troppo spesso in una condizione di emergenza continua. l’obiettivo deve essere quello di rimettere ordine, usare meglio le risorse disponibili e investire solo in ciò che serve davvero ai cittadini: servizi efficienti, manutenzione costante, valorizzazione del patrimonio pubblico e, soprattutto, un sistema di trasporti realmente funzionante. Roma ha bisogno di un trasporto pubblico efficiente che colleghi in modo serio tutte le periferie e offra ai cittadini una vera alternativa all’uso dell’auto privata. finché questo non avviene, è necessario anche prevedere parcheggi di scambio adeguati che permettano a chi utilizza l’auto di lasciarla e proseguire con i mezzi pubblici. prima si offrono i mezzi e i servizi, poi, come avviene ovunque, si chiede di utilizzarli, altrimenti si multa. oggi molti cittadini sono costretti a usare l’auto per andare a lavorare o accompagnare i figli a scuola, perché non dispongono di un servizio pubblico adeguato alle loro esigenze. inoltre, le politiche sociali devono aiutare chi è realmente in difficoltà. basti pensare alle persone con gravi problemi di disabilità, che oggi sono spesso lasciate sole e gravano esclusivamente sulle famiglie o su chi se ne prende cura. senza sprechi, il comune deve fare la propria parte: è soprattutto un segno di civiltà.

Se diventasse sindaco di Roma come organizzerebbe a livello territoriale il comune di Roma in particolare per l’autonomia amministrativa dei municipi?

Roma è una città con un’estensione enorme e con quartieri molto diversi tra loro. proprio per questo Roma non è soltanto piazza di Spagna o piazza Navona: Roma sono soprattutto le periferie, dove vive oltre un milione e mezzo di persone, e che negli anni sono state in gran parte abbandonate. ogni area ha esigenze specifiche e spesso molto diverse dalle altre.
questo accade anche perché il governo della città è concentrato in un unico centro decisionale che, di fatto, non funziona. i municipi sono vere e proprie città nella città e devono avere maggiore autonomia, sia gestionale sia finanziaria, per occuparsi concretamente dei problemi delle persone che vivono in quei territori. in questo modo si evita lo scaricabarile dal campidoglio e si rafforza la responsabilità di chi viene eletto nei municipi, che risponde direttamente ai cittadini di quelle aree.

L’attuale sindaco Gualtieri si fa riprendere continuamente in mezzo ai numerosi cantieri aperti a Roma, cosa ci può dire della effettiva situazione delle opere in corso attualmente a Roma e del loro rapporto con il Pnrr?

L’amministrazione Gualtieri ha avuto la fortuna di gestire risorse straordinarie e irripetibili, grazie sia ai fondi del Pnrr sia ai consistenti trasferimenti da parte dello stato. è bene ricordare che le risorse del Pnrr termineranno nel 2026. a mio avviso, queste risorse non sono state utilizzate in modo davvero proficuo per la città di Roma: molti cantieri sono ancora aperti e, con quei fondi, si sarebbe potuto fare molto di più. esiste inoltre un problema spesso sottovalutato: tutte queste opere, una volta completate, richiederanno ingenti spese di manutenzione. mi chiedo se questa amministrazione abbia realmente previsto e programmato tali costi, perché altrimenti il rischio è quello di realizzare opere che, nel giro di pochi anni, finiscono per deteriorarsi, rimanere inutilizzate o presentare gravi problemi di manutenzione, come purtroppo è già accaduto in passato.

Roma oggi è diventata una città molto insicura, quali proposte avanzerebbe come sindaco per il miglioramento dell’ordine pubblico?

La sicurezza è oggi uno dei temi più sensibili per Roma, come per molte altre città italiane, e rappresenta una responsabilità centrale dell’amministrazione comunale. il comune può fare molto di più. personalmente preferisco una multa in meno e un vigile urbano più attento alla sicurezza e al controllo del territorio, anche attraverso l’istituzione del vigile di quartiere, una figura che conosce bene la zona in cui opera e che garantisce ai cittadini una presenza costante e una maggiore percezione di sicurezza. sicurezza e decoro urbano sono strettamente collegati: è impensabile che una città millenaria come Roma, in alcuni quartieri, sia ridotta a condizioni che ricordano il terzo mondo. è soprattutto una questione di organizzazione: il comune, i municipi e le società municipalizzate devono lavorare in modo coordinato, come avviene nelle grandi capitali mondiali, perché la sicurezza è una precondizione fondamentale del vivere civile.

Marcello Grotta