Progetti

MISSIONE MEDITERRANEO

PROGETTO

“MISSIONE MEDITERRANEO”
(Documento di sintesi)

Premessa
La conservazione della biodiversità, il recupero sistematico degli ambienti soggetti a stress per una particolare pressione antropica, la restituzione di aree interdette alla pubblica fruizione per inquinamento o cattiva gestione del territorio sono l’obiettivo prioritario delle politiche di tutela e di recupero del territorio di I.S.E.U.M. Onlus/OdV, affinché sia migliorata la qualità di vita delle popolazioni locali e, allo stesso tempo, siano offerte nuove opportunità di lavoro applicando le teorie economiche della blue economy, insieme ai postulati scientifici dell’Ecologia Umana, al fine di ottenere una crescita sostenibile post industriale per il bacino del Mediterraneo.
Bacino che, più di ogni altro mare, per le sue caratteristiche geo-politiche e fisiche, deve sopportare la pressione antropica di circa 450 milioni di persone, che giorno dopo giorno “consumano” la risorsa “Mediterraneo”.
Il ricorso massiccio a combustibili fossili per soddisfare il fabbisogno energivoro e la mobilità all’interno del Bacino del Mediterraneo, oltre ad una dissennata politica di smaltimento dei rifiuti che incrementa l’immissione di gas serra nell’atmosfera, sta avendo preoccupanti conseguenze ambientali. Il riscaldamento globale, o effetto serra come lo si voglia definire, ha conseguenze dirette anche sulla terra ferma, alterando piovosità e siccità, interagendo con la fertilità dei suoli, con le produzioni agricole e con la stabilità idrogeologica del territorio.
Solo l’adozione di stili di vita sostenibili e una diversa politica ambientale potranno scongiurare lo spettro di un Mediterraneo tropicalizzato ed in parte desertificato.
Occorre programmare, quindi, interventi di recupero della foresta mediterranea; arrestare la progressiva desertificazione dei suoli; limitare i danni da inquinamento del mare; intervenire sui cambiamenti climatici; rivalorizzare gli scambi culturali e commerciali tra le popolazioni abitanti le sponde di questo mare chiuso.
In altre parole sensibilizzando e responsabilizzando l’Uomo mediterraneo e l’Uomo globale, occorre salvare e rivitalizzare un unicum culturale e naturale, che per molti secoli è stato il laboratorio evolutivo della Civiltà umana, attraverso una serie di interventi mirati.

Progetto
Il progetto si articola nelle seguenti quattro sezioni:
1) Educazione Ambientale;
2) Terra;
3) Mare;
4) Protezione Civile.

Sezione Educazione Ambientale: approccio alle problematiche ambientali del Bacino del Mediterraneo attraverso un percorso teorico e pratico. Il percorso educativo si svilupperà presso i plessi scolastici aderenti all’iniziativa e presso il Laboratorio di Ecologia Umana Urbana Mediterranea dell’Associazione, centro di educazione ambientale dedicato alla tutela della biodiversità ed alla diffusione della disciplina dell’Ecologia Umana, nonché alle soluzioni di crescita sostenibile legate alla Blue Economy, ispirato al Centre for Alternative Thechnology del Galles, dove saranno esposti tutti i principali sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili, così come tutti i sistemi di ingegneria naturalistica, aperto al contributo didattico e scientifico delle scuole della città.
Il percorso teorico enucleerà i seguenti temi: emergenze ambientali, terrestri e marine, del Bacino del Mediterraneo, cambiamenti climatici ed inquinamento, rifiuti, politiche di intervento.
Il percorso pratico verterà sulle seguenti azioni: laboratorio di raccolta differenziata, laboratorio riciclo e riuso dei rifiuti, laboratorio botanico.
Sezione Terra: lotta ai cambiamenti climatici ed alla desertificazione dei suoli attraverso tre misure specifiche:
a) riqualificazione del suolo attraverso la ricostruzione dello strato fertile;
b) risorsa acqua, lotta agli sprechi e riutilizzo delle acque reflue depurate;
c) piantumazione di alberi ed arbusti mediterranei, al fine di tutelare la biodiversità, come misura per la cattura di CO2 e la lotta al dissesto idrogeologico. In questo senso l’Associazione si propone di mettere a dimora in ambito urbano un numero di piante comprese tra le 100 e le 1000 unità l’anno, in virtù della capacità di produzione della “Mediterranean Forestal Farm” e dall’estensione delle aree messe a disposizione dalle Pubbliche Amministrazioni.
Sezione Mare: l’inquinamento crescente del Mar Mediterraneo rischia seriamente di compromettere la salute umana, anche attraverso la catena alimentare, per tale ragione si interverrà attraverso tre misure specifiche:
a) raccolta mirata delle plastiche e di altri macroinquinanti che si trovano nelle acque e nei fondali del mare;
b) ricerca ed eliminazione degli spezzoni di reti impigliate sul fondo, meglio conosciute come “reti fantasma”, in particolare in prossimità di aree protette, secche e zone ad elevata biodiversità;
c) ricerca e cattura delle specie infestanti o aliene, che rischiano di alterare i fragili equilibri ecologici del Bacino del Mediterraneo.
Sezione Protezione Civile: tra i fini istituzionali dell’Associazione I.S.E.U.M. Onlus/OdV vi sono la ricerca scientifica e gli interventi di Protezione Civile. Per ottemperare a tali fini, verrà creato il Mediterranean Team, gruppo polivalente in grado di operare nel campo della ricerca scientifica applicata, nel campo Rescue e fare da supporto alla realizzazione delle azioni delle precedenti Sezioni.

Partner Operativi:
Associazione Talìa: laboratorio di raccolta differenziata, laboratorio riciclo e riuso dei rifiuti.
Associazione Terre di Memoria: landscape urbano.
Unione Sociale: eventi, attività di socializzazione.

Come partecipare al Progetto:
persona fisica: attraverso donazioni economiche e materiali, collaborazioni volontarie;
Pubblica Amministrazione: attraverso convenzioni, finanziamenti per la realizzazione delle iniziativa, cessione, in comodato d’uso, di beni immobili ove piantumare alberi ed arbusti;
scuola: aderendo alla Sezione di Educazione Ambientale, al fine di potere inserire docenti ed alunni nelle altre Sezioni;
aziende: divenendo sponsor strumentali od economici del Progetto “Missione Mediterraneo”.